WhatsApp e Facebook sono e rimarranno due applicazioni separate sul nostro smartphone. Ma l’aggiornamento dei termini e dell’informativa sulla privacy dell’iconcina di messaggistica (leggi il comunicato ufficiale) le avvicina molto. E porta le imprese all’interno delle chat. Il colosso di Mark Zuckerberg ha acquistato WhatsApp nel febbraio del 2014 per un importo complessivo di 19 miliardi di dollari con la promessa da ambo le parti di non mischiare servizi e dati, soprattutto in considerazione del fatto che il social network si basa sulla vendita di pubblicità mentre WhatsApp non utilizza gli annunci. Adesso qualcosa è cambiato: una serie di informazioni relative a WhatsApp, come il nostro numero di telefono o gli accessi alle finestre di dialogo, verranno condivise con Facebook e con il resto del gruppo di Menlo Park. Instagram o Oculus, ad esempio. Hanno tenuto a sottolineare che non vengono coinvolti i contenuti degli scambi: la crittografia “end-to-end” introdotta in aprile impedisce a chiunque di vedere testi o fotografie in transito da un dispositivo all’altro.

Concretamente cosa vuol dire e cosa cambia per noi? Facebook, il social network da 1,7 miliardi di utenti al momento di questo articolo, potrà attingere anche ai suddetti dati di WhatsApp per inviarci messaggi pubblicitari sempre più mirati quando navighiamo sulla sua piattaforma o per consigliarci potenziali amici da aggiungere alla nostra cerchia. Potrà capitare di vedere fra i suggerimenti di Facebook il nome e il volto di una persona con cui si è appena entrati in contatto su WhatsApp. O di imbatterci sul social network nella pubblicità di un’azienda che conosce il nostro numero di telefono.

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Area messaggio all’interno delle opzioni di Whatsapp per disattivare la condivisione delle informazioni con Facebook.

Cosa si può fare o non fare per accettare tale utilizzo di dati? Il passaggio di informazioni alla casa madre ha un duplice fine: generico miglioramento dei servizi e profilazione a beneficio della personalizzazione della pubblicità sul social network. Nel primo caso ci si può esplicitamente rifiutare come da immagine sopra riportata. Nel secondo caso non c’è nulla da fare, le due applicazioni condivideranno le informazioni. Per scegliere volontariamente se si accetta o meno questa operazione, quando l’ultima versione dell’app chiede di accettare le nuove condizioni bisogna selezionare «Leggi tutto» e non dare subito il proprio assenso. L’opzione «Condividere le informazioni dell’account WhatsApp con Facebook» va deselezionata e il gioco è fatto. Come si vede nell’immagine sovrastante, l’app assicura che il numero non verrà condiviso, ma fa riferimento solo a chi utilizza il suo account con un numero diverso da quello con cui lo ha attivato. Chi, infine, dovesse avere già accettato ha 30 giorni di tempo per intervenire: Impostazioni, Account e Condividi le informazioni del mio account.

Non solo, anche l’applicazione di messaggistica da più un miliardo di utenti si sta per aprire direttamente alle imprese. L’intenzione non è di ospitare messaggi pubblicitari classici ma di consentire, ad esempio, alla banca di avvisarci di eventuali movimenti strani sul nostro conto, alla compagnia aerea di tenerci aggiornati sul ritardo del volo che stiamo per prendere o alla pizzeria di comunicarci che il pasto ordinato sta per arrivare. La novità verrà testata nei prossimi mesi, ed era stata annunciata a inizio anno, e sembra propendere per la creazione di chat ufficiali cui potremo decidere o meno di aderire — ma che saranno anche sfruttate per inviarci consigli su prodotti o servizi da acquistare in base alle nostre preferenze — e non dovrebbero interromperci durante le chiacchierate canoniche.